Oceano Mare

oceano mare 3

Oceano mare è uno dei libri più strani e particolari che abbia mai letto, racconta delle storie, ma non so se lo definirei propriamente un romanzo.

Il protagonista indiscusso del libro è il mare, quell’immensa distesa di acqua con le sue contraddizioni e la sua forza incontrastabile, che finisce per affascinare i diversi personaggi descritti, dalla giovane Elisewin malata di ipersensibilità e che ha paura di tutto e di tutti, al professor Bartleboom e i suoi studi sui limiti, fino al pittore Plasson, che cerca gli occhi del mare e che per dipingerlo usa esclusivamente l’acqua marina,raffigurando vedute oceaniche su tele che restano ostinatamente bianche.
Fra di loro una bellissima donna, Madame Deverià, mandata in quel luogo dal marito perché “guarisca” dalla malattia dell’adulterio tutte storie con conseguenze davvero inimmaginabili.
Baricco ambienta l’intreccio dei residui di vita dei personaggi, in una locanda in riva al mare gestita da una bambina senza età,
un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, un luogo in cui le persone giungono per caso o per chi ci crede, seguendo il proprio destino.
E’un libro particolare, non per tutti, perchè non ci si può fermare solo sulle diverse e strambe storie,ma occorre scavare e arrivare ad una consapevolezza maggiore per scoprire, in modo più o meno chiaro, il messaggio che l’autore vuole comunicarci, e a questo punto il messaggio, la morale, è diversa per ognuno di noi così come per i tanti personaggi che riscoprono e\o smarriscono le strade della propria vita in riva al mare.

“Venivano dai più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capi a piedi l’universo, e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è meraviglioso. Questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, lo erano quei due, lontano più di chiunque altro”.

Alessandro Baricco

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